domenica 8 settembre 2013

IN TRANCE


Titolo originale: Trance
Paese: Regno Unito
Anno: 2013
Genere: thriller
Durata: 101 min.
Regia: Danny Boyle
Sceneggiatura: John Hodge, Joe Ahearne
Cast: James McAvoy, Rosario Dawson, Vincent Cassel, Danny Sapani, Matt Cross, Wahab Sheikh, Mark Poltimore, Tuppence Middleton, Simon Kunz, Spencer Wilding

Diretto da Danny Boyle (The Millionaire, 127 ore), In trance è un thriller contorto e aggrovigliato, che rinvia ad una interessante contemporanea cinematografia sul sogno e l'incoscio (Inception, Se mi lasci ti cancello), senza tuttavia raggiungere il livello dei suoi predecessori.
Simon (James McAvoy), dipendente di una casa d'asta, per riparare i propri debiti di gioco aiuta una banda di criminali a rubare un famoso quadro di Goya. Tuttavia, durante la rapina, subisce un colpo in testa e, una volta sveglio, non riesce a ricordare dove ha nascosto il prezioso dipinto. Dal momento che neppure la tortura sembra sortire effetti utili, Frank, il capo banda (Vincent Cassel), contatta un'ipnoterapeuta, Elizabeth (Rosario Dawson), affinché quest'ultima riesca a ritrovare nella mente di Simon il luogo in cui è nascosto il quadro.
L'ambientazione elegante e raffinata dell'inizio fa pensare ad un giallo classico, ma il colpo in testa subito da Simon sconvolge tutti i piani.
La ricerca del luogo perduto attraverso l'ipnosi, invece che sbrogliare la matassa, complica ancor più le diverse prospettive ed è fin dall'inizio chiaro che Elizabeth non è una semplice terapeuta con un interesse "scientifico", ma che la donna nasconde un pesante segreto. Da questo punto di vista, emerge come il vero protagonista del film non sia Simon, interpretato da un ottimo James McAvoy, a suo agio nei panni un individuo inetto e pavido, bensì per l'appunto Elizabeth, una splendida Rosario Dawson nei panni di una donna che ha subito una forte violenza e che trova la rivincita e il riscatto personale attraverso la perseveranza e il lavoro appassionato, ma disincantato.
Boyle racconta l'ipnosi e i sogni alternando momenti drammatici a momenti che fanno quasi pensare che il film stia per avere una svolta più leggera e comica, per poi sprofondare di nuovo nel dramma o, meglio nell'orrore, condito da elementi splatter sparsi qua e là, tipici dello stile del regista inglese.
Tuttavia, la scelta di rendere la mescolanza del sogno e della realtà attraverso la stessa mescolanza degli stili non convince fino in fondo per un continuo cambiamento instabile e repentino. Inoltre, troppi argomenti vengono proposti (la violenza sulle donne, l'ideale di bellezza nell'arte e nella realtà, la psicanalisi) senza un approfondimento serio o comunque significativo, che possa conferire al film una aurea di verosimiglianza che, effettivamente, non ha.
Per non parlare, poi, dei diversi vuoti di sceneggiatura e dello stesso finale che dovrebbe spiegare tutto, ma che non spiega alcunché.

Voto: 4 e 1/2

Attenzione! Spoiler nei commenti

15 commenti:

  1. Io invece gli ho dato un 7 e il finale in realtà spiega appunto l'intreccio.

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    1. Solo in parte secondo me: perchè lei voleva il quadro?

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    2. Ma stai spoilerando Antonella, ti mando una mail con la spiegazione se vuoi...

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  2. D'accordo sull'improbabilità di certi passaggi della sceneggiatura, e aggiungo che il doppio spiegone da parte di lei (prima in macchina e poi in registrato) non mi pare entusiasmante, però appoggio Barbara, tutto viene chiarito.

    Il personaggio della Dawson, un po' come tutti quanti in questo film, è ambivalente. Ha sia aspetti positivi, sia zone d'ombra decisamente inquietanti. Per dirne una, uno strizza che va a letto con un cliente è roba da radiazione immediata.

    Non lo metterei tra le cose migliori di Danny Boyle, ma un sette, magari anche abbondante, glielo darei.

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    1. Wow, ti giuro é la prima volta che qualcuno concorda sul mio 7.

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    2. Sbagliano tutti gli altri :D

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    3. A mio avviso, il film è privo qualsivoglia verosimiglianza. E comunque ritengo numerosi i vuoti di sceneggiatura (come arriva Simon in ospedale? Nessuno indaga su tutti quegli omicidi o su Simon? Un malato di gioco d'azzardo può essere verosimilmente dipendente di una casa d'asta?). Insomma, non mi ha convinto per niente!!!

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    4. Peró a me tutte quelle risposte non mi interessano, non so importanti per capire il film, poi i gusti sono gusti.

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    5. Ci mancherebbe altro!
      Volevo solo far comprendere le affermazioni contenute nella mia recensione... per far capire che non ho dormito durante la visione :)
      A parte gli scherzi, penso che un film dovrebbe essere coerente al suo interno e secondo me In trance non lo è per niente.
      E poi certo che i gusti sono gusti. Magari la storia vi darà ragione ;)

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    6. Coerente, no non penso che sia un requisito necessario per fare un film, per esempio se penso a Inland Empire penso ad un film che non é coerente ma che é un capolavoro lo stesso. Non sempre andare a cercare la risposta a tutte le domande é una cosa giusta. Non a caso io non mi faccio domande durante la visione di un film perché un film si prende cosí com'é o non si prende proprio. Per farti capire meglio non cerco sempre la risposta a tutto, perché a volte non c'é e va bene cosí, senza senso insomma, va bene questo é un film e basta non é neanche un filmone ma cercare sempre il senso logico in ogni film non é proprio un mio must.

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    7. Che la sceneggiatura abbia punti deboli anche non indifferenti è certamente vero, e anch'io ho trovato sorprendente l'assenza di poliziotti (invece come Simon sia arrivato in ospedale mi pare un dettaglio trascurabile, si accenna una risposta senza approfondire e mi è bastato così), la dipendenza non mi pare un problema (s'è visto ben di peggio sia nei film sia nella realtà).
      Non direi che il film manchi di una sua coerenza, e nemmeno che tu ti sia addormentata. Penso piuttosto che abbia seguito una strada diversa da quella che tu ti aspettavi, e che vi siete persi di vista. "Colpa" di Danny Boyle che ha fatto di tutto per spiazzare lo spettatore, iniziando la storia come se fosse un heist movie, per poi ribaltare (più volte) la prospettiva. Riuscendoci forse fin troppo bene.

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  3. Io sono per la sufficienza stringata...un pò troppa confusione rimessa in ordine nelle ultime sequenze :)

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  4. Non l'ho visto e non lo vedrò (per ora) perché Boyle mi ha deluso troppe volte. E, a quanto pare, non mi perdo niente, anzi...

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